I Dimholt sono una band bulgara attiva dal 2003 e che solo nel 2007 ha dato alla luce il primo demo „“Aegri Somnia““, ho deciso di recensire insieme questo lavoro con il successivo ep in quanto l’uno è la consecuzione naturale dell’altro e avendo anche due pezzi in comune il confronto con la versione live a distanza di tempo poteva esser utile a dar forma a un giudizio più corretto verso la formazione.
Suonano quello che si può definire un black senza compromessi ancorato agli stilemi classici della scuola norvegese, è innegabile che influenze di gente come Darkthrone e Mayhem siano le basi per un approccio tipico e ingrezzito ancor di più dalle divagazioni al limite col thrash e death che mostrano senza farsi troppi paranoie.

Le composizioni sono stilizzate, non ci sono arrangiamenti particolari che facciano risaltare un pezzo piuttosto che un altro, „“Aegri Somnia““ scorre come un elementare platter partorito dalla voglia di rimanere sul primordiale sfruttando un suono carico di ronzii e una produzione lo-fi che acuizzi tale sensazione.
Il drumming è stereotipato ma calzante con l’incedere affibbiato alle canzoni, la sola cosa che proprio non va è quella voce pulita che potrebbe risultare un’arma in più se non sembrasse quasi „“spaventata““ in un apparire improvviso che al posto di farla risultare evocativa la rende un attimo superfluo, è sicuramente da rivedere ma non da escludere a priori un utilizzo con le dovute modifiche „“caratteriali““, comunque migliore la sua comparsa nella titletrack piuttosto che in „“At The End““.
Dal 2007 e dall’uscita del demo, in fin dei conti sufficiente e che comunque inquadra la band come vogliosa di rimanere attaccata a quello che è lo spirito del black, catapultiamoci adesso nel 2010 con il mini live „“Live Somnia““, l’ep, rilasciato sempre come autoprodotto, contiene due tracce risalenti al debutto, „“Aegri Somnia““ e „“Chaos Reborn““, a cui se ne aggiungono altrettante nuove di pacca: „“In Tombs““ e „“Armageddon““.
In sede on stage gli episodi più old trovano la giusta dimensione almeno per quanto riguarda l’impatto, la struttura elementare e il piglio naturale fanno il resto, d’altro canto le scelta non so se casualmente o meno è ricaduta su quelli che erano i più meritevoli d’ascolto anche nella versione su disco, la voce pulita fa un altro effetto risultando decisamente incisiva se paragonata alla versione su cd.
Per quanto riguarda il materiale odierno, si nota un sostanziale passo in avanti almeno per il tentativo di distaccarsi dal pressante peso che le influenze dei grandi nomi hanno sul sound, la prova strumentale non è perfetta ma è meno quadrata e lievemente più evoluta, c’è qualche pecca ma una maturazione sembra essere in corso.
I volumi non sono perfettamente inquadrati ma si parla di una prestazione che è „“LIVE““ davvero, al contrario di tante spacciate per tali con una valanga di correzioni e aggiustamenti in studio, sia „“Armageddon““ che „“In Tombs““ sono piacevoli e vedremo come verranno riproposte in versione studio e quanto sapranno curarle e definirle inserendole in un lavoro più ampio se dovessero rientrare in tale progetto.
E’ una band che ha bisogno di lavorare quella dei Dimholt, ci sono da sistemare un po’ di cose ma credo che il processo in questi tre anni si sia innescato naturalmente, non ci resta quindi che attendere un prossimo sforzo musicale per constatare quali passi (in avanti mi auguro) siano stati fatti.

Autore: Mourning

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